COSA È LA PIGNATA

Chi se lo poteva immaginare che una pasta al pesto avrebbe prodotto un delirio. Un progetto faraonico, per dirla come gli egiziani.
Ecco, noi non vogliamo costruire piramidi, alzare muri.

Il nostro obiettivo è divertirci – lavorando – mettendo a vostra disposizione professionalità e passione nel campo dell’enogastronomia, della tradizione e dell’innovazione strizzando l’occhio alle culture vicine.
Così un giorno, in una calda mattina d’estate io – che sono Francesca – e Gianfranco davanti a due caffè in ghiaccio, una spremuta di arancia e in compagnia di Sissi, il cane di Gianfranco che alitava sulle gambe di chiunque capitasse a tiro, abbiamo dato vita a La pignata.eu

Un blog, un sito, un contenitore, anzi no, una pignata appunto che nasconde ingredienti, tradizioni, profumi e sapori che sotto il coperchio, rimestando di tanto in tanto, si trasformano in prelibatezze da fare leccare i baffi, già i baffi…

Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così…lui e Gianfranco, single quasi 40enne, salentino doc, milanese di adozione dopo aver frequentato la Bocconi, lo definisco sfollato…e lui sa perché.
Certo visti i nostri trascorsi “alcolici” e le serate vissute tra i peggiori bar della movida salentina – non potevo immaginare che questo progetto nascesse davanti ad un caffè… neanche corretto.
A lui il compito di creare l’abito e i dettagli: minimal chic, un po’ come lui. Ma ci piace.

Poi ci sono io, 40enne – neo 40enne sia ben chiaro – sull’orlo di una crisi di nervi? No! Semplicemente con la voglia di divertirmi.
Giornalista ormai da 15 anni voglio rimettermi in gioco raccontando ciò che a casa mia – a cominciare dai miei nonni – si trasformava in un rito, in una festa: la tavola.

Poi c’è Francesca due, come ormai abbiamo deciso di chiamarla.
Solare allegra, giovanissima come nelle migliori delle favole se dovessi cucirle addosso un nome sarebbe una streghetta, con tastiere, mouse, hashtag, social, link e like per fare magie. Attendiamo fiduciosi che tutto ciò che tocchi si traformi in oro.

A Francesco, il regista, il compito di trasformare le nostre fantasie in immagini, evitando che qualcuno pensi che siamo pazzi. Criptico, cinico, con i piedi per terra, ermetico, credo però sia il più sfollato di tutti. Anzi sì, lo è.

Vi dico solo che il nostro viaggio è iniziato da Tricase dopo aver filmato la realizzazione di una pignata ed è proseguito in riva al mare tra una frittura di pesce e tre bottiglie, pardon due e mezzo, di vino bianco.

Dove vogliamo arrivare? Chissà. Intanto La Pignata numero 0 è servita. See you

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